I 5 mercati più promettenti per l’export italiano secondo Sace

 I mercati più promettenti secondo Sace

Sono 20 i mercati che Sace ha indicato come prioritari per il Made in Italy all’interno del Rapporto Export 2018, un dossier di oltre 100 pagine interamente dedicato a previsioni, opportunità e analisi relative all’export italiano e ai fenomeni che possono influenzarne l’andamento.

Di questi 20 paesi, 15 sono stati identificati come “irrinunciabili” già lo scorso anno. Stiamo parlando di Arabia Saudita, Brasile, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Kenya, Messico, Perù, Qatar, Repubblica Ceca, Russia, Stati Uniti, Sudafrica e Vietnam, di cui abbiamo parlato approfonditamente nel nostro articolo “Dove esportare nei prossimi anni? Ecco i 15 paesi che faranno decollare il Made in Italy secondo Sace”.

La vera novità del Rapporto 2018 sono quelli che Sace definisce come i 5 mercati più promettenti per l’export: Turchia, Marocco, Filippine, Colombia e Senegal. Cerchiamo dunque di capire perché possono essere strategici per le nostre imprese e quali argomentazioni utilizzano gli specialisti di Sace per motivare questa scelta.

I mercati più promettenti secondo Sace

Turchia

Nel 2017 abbiamo esportato beni in Turchia per un valore di 10 miliardi di euro e per il quadriennio 2018-2021 il Rapporto prevede una crescita media annuale dell’export italiano del 4,4%.

Nonostante le tensioni politiche, la Turchia è un paese che continua a crescere, trainata, secondo Sace, da misure fiscali espansive e politiche di sostegno al credito che favorirebbero l’aumento dei consumi. Particolare attenzione viene posta sugli investimenti pubblici, in particolare nel settore delle infrastrutture, che attirano l’attenzione degli investitori esteri.

A livello demografico, il paese è giovane e la popolazione è in aumento.

In questo contesto, si prevedono buone opportunità per l’export italiano nell’ambito dei beni di consumo (prodotti agroalimentari in primis) e di beni intermedi, a partire da metalli (crescita media prevista del +7,8% ) e chimica (+5,6%).

Un ruolo importante sarà giocato anche dalla vendita di mezzi di trasporto (+7,1%).

Marocco

Nel 2017 le imprese italiane hanno esportato in Marocco beni per 1,9 miliardi di euro e si prevede una crescita media del 7,4 % nei prossimi 4 anni.

La forte instabilità della regione non ha colpito il paese, che resta solido sia a livello politico che economico. Come spiegato da Sace, il Marocco continuerà ad attrarre nuovi investimenti attraverso l’Amdi, l’Agenzia per lo Sviluppo degli Investimenti, e potenzierà il proprio tessuto industriale col supporto del fondo sovrano di sviluppo.

I piani di potenziamento dell’agroalimentare, dell’estrazione mineraria e delle energie rinnovabili e l’importanza dell’automotive, settore nel quale il Marocco è secondo produttore in Africa, fanno prevedere una significativa crescita dell’export italiano di beni intermedi, in particolare metalli (previsione: +12,3% ), gomma, plastica e prodotti dell’industria estrattiva.

La ripresa dei consumi invece dovrebbe trainare l’export di prodotti agroalimentari, tessili e in legno.

Filippine

Si stima che l’export del Made in Italy tra il 2018 e il 2021 possa far registrare una crescita media annuale dell’8,9%. Attualmente la nostra quota di mercato nelle Filippine è irrisoria (0,6%) e il valore delle esportazioni si aggira intorno ai 600 milioni di euro, ma con tassi di crescita simili il peso dell’Italia e le opportunità per le nostre imprese potrebbero aumentare in modo significativo.

Il paese è in crescita, trainato secondo Sace da domanda interna, esportazioni e stimolo fiscale. Di particolare interesse è il Philippine Development Plan 2017-22, che prevede importanti investimenti in infrastrutture, attività industriali, turismo e filiera agroindustriale. Le imprese italiane avranno quindi un’occasione unica per proporsi come fornitori di tecnologia e know how.

Lo sviluppo dell’industria manifatturiera, dall’elettronica al tessile, dalla chimica all’agroalimentare, sarà l’occasione ideale per soddisfare la domanda di meccanica strumentale. Buone opportunità, inoltre, si apriranno nel settore dell’arredamento, grazie alla crescita dell’edilizia residenziale e del turismo.

Colombia

Oggi in Colombia esportiamo beni per un valore di 590 milioni di euro, un valore destinato a salire se consideriamo le previsioni del Rapporto Export, secondo il quale l’export del Made in Italy crescerà in media del 5,5% nel corso dei prossimi 4 anni.

Il paese, secondo Sace, sta incrementando la propria attrattività grazie agli sforzi politici tesi a garantire maggiore sicurezza e una crescita economica stabile.

La crescita dei settori industriali e il programma pubblico di investimenti Cuarta Generacion, che mira allo sviluppo delle infrastrutture, favoriranno l’export di meccanica strumentale (previsione: +6,9% ) e di beni intermedi come metalli, gomma e plastica. L’aumento del reddito medio dovrebbe inoltre portare ad una crescita dell’export dei beni di consumo.

Senegal

Dopo aver assistito ad una flessione nel 2017, l’export italiano in Senegal dovrebbe crescere in media del 6,3% nel prossimo quadriennio.

Il costante sviluppo economico del paese, coordinato dal Plan Sénégal Emergent, il programma di incentivi per investimenti e di riforme per lo sviluppo, potrebbe aprire nuove opportunità per avviare o rafforzare nuove collaborazioni in settori strategici come energia, trasporti, agricoltura, infrastrutture e costruzioni.

Secondo il Rapporto Export 2018, le risorse pubbliche stanziate per gli investimenti dovrebbero alimentare la domanda di beni intermedi come metalli (crescita media annua prevista del+13,8%) e materiali da costruzione. Grazie alla crescita industriale del paese, inoltre, sono previste buone opportunità per mezzi di trasporto e apparecchi elettrici.

 

Fonte: “Rapporto Export 2018” – Sace

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