Che cosa prevede l’accordo UE – Giappone (Jefta)

 Accordo Ue - Giappone

L’attesa è quasi finita, il prossimo 11 luglio Unione Europea e Giappone firmeranno il JEFTA, un accordo di partenariato economico che dovrebbe facilitare gli scambi commerciali e rimuovere numerosi ostacoli che oggi ne limitano il potenziale, a partire dai dazi elevati.

Cerchiamo di capire, dunque, che cosa prevede l’accordo tra UE e Giappone.

Le potenzialità del mercato giapponese e la nascita del JEFTA

Ogni anno le imprese dell’UE esportano in Giappone beni per 58 miliardi di euro e servizi per 28 miliardi. Il paese del Sol Levante è il terzo mercato al consumo del mondo tuttavia rappresenta soltanto il settimo mercato di destinazione dell’UE. In Italia le esportazioni in Giappone valgono l’1,4% del totale ma negli ultimi anni l’Istat ha registrato un repentino aumento delle vendite (+9,6% nel 2016 e +9,0% nel 2017).

Insomma, le potenzialità ci sarebbero ma attualmente restano inespresse. Per questo motivo nel 2013 gli stati membri dell’UE hanno deciso all’unanimità di avviare col Giappone negoziati per stabilire un accordo commerciale.

L’accordo UE – Giappone non riguaderà solo le barriere tariffarie

Il futuro trattato col Giappone sarà un EPA, un accordo di partenariato economico che, come spiegato da “Il Sole 24 Ore”, andrà oltre l’accordo di libero scambio (FTA) rimuovendo anche numerose barriere non tariffarie e burocratiche che limitano le relazioni economiche (dai servizi agli appalti pubblici).

Le barriere tariffarie

L’accordo dovrebbe permettere di abolire i dazi giapponesi su oltre il 90% delle esportazioni dell’Unione Europea. Secondo quanto riportato sul sito dell’UE, quando l’accordo sarà completamente attuato saranno stati eliminati i dazi sul 97% dei beni esportati in Giappone. Il risparmio complessivo previsto per le imprese europee è di circa 1 miliardo di euro all’anno.

I vantaggi per l’agroalimentare

Uno dei settori che sul piano dell’export trarrà maggiori vantaggi dall’accordo UE – Giappone è l’agroalimentare. Circa l’85% dei prodotti, alcuni nell’immediato e altri negli anni successivi, sarà esentato da dazi.

La carne di maiale, il prodotto agricolo europeo più esportato nel Sol Levante, avrà importanti benefici grazie all’accordo: l’esenzione dai dazi per le carni trasformate e dazi quasi azzerati per quelle fresche. Nel giro di 15 anni, inoltre, si assisterà ad una riduzione dal 38,5% al 9% su numerosi prodotti a base di carne bovina.

I dazi sul vino saranno completamente eliminati (oggi sono al 15%) e, come si spiega sul sito dell’UE, “saranno soppressi i dazi elevati su molti formaggi a pasta dura quali il Gouda e il Cheddar (attualmente al 29,8%) e sarà stabilito un contingente esente da dazi per i formaggi freschi come la mozzarella”.

Per quanto riguarda i prodotti agricoli trasformati, saranno eliminati i dazi doganali su pasta, cioccolatini, cacao in polvere, caramelle, dolciumi, biscotti, derivati dell’amido, pomodori preparati e salsa di pomodoro. Inoltre saranno previste quote, esenti da dazi o a dazio ridotto, per l’export di malto, fecola di patate, latte scremato in polvere, burro e siero di latte.

Sul piano delle indicazioni geografiche, infine,  riceveranno tutela in Giappone oltre 200 prodotti europei, tra cui l’Aceto Balsamico di Modena e il Prosecco.

I prodotti industriali

L’accordo tra Unione Europea e Giappone comporterà importanti vantaggi per molti prodotti industriali. Saranno completamente eliminati i dazi doganali in settori come: chimica, materie plastiche, prodotti cosmetici, tessile e abbigliamento. Sarà inoltre abolito il sistema di contingenti attualmente in vigore  su cuoio e calzature, per i quali i dazi saranno soppressi nell’arco di 10 anni.

Le barriere non tariffarie affrontate dall’accordo UE – Giappone

Il Jefta intende migliorare le relazioni economiche tra Unione Europea e Giappone intervenendo anche su requisiti tecnici e procedure di certificazione giapponesi che rappresentano oggi un ostacolo per l’export dei nostri prodotti.

Tra le iniziative volte a superare tali ostacoli vi è, ad esempio, l’impegno a conformarsi alle stesse norme internazionali in materia di sicurezza e protezione dell’ambiente. In questo senso le nostre automobili “non dovranno essere nuovamente sottoposte a prove e certificazione per l’esportazione in Giappone”, Ue e Giappone richiederanno gli stessi requisiti.

Altre criticità affrontate nell’ambito del Jefta riguardano i seguenti settori: dispositivi medici, etichettature di prodotti tessili, prodotti parafarmaceutici e cosmetici, birre.

Servizi e appalti pubblici

Nell’accordo trova spazio anche il mercato dei servizi, da considerarsi strategico per l’UE dato che che ogni anno vengono esportati dalle nostre società servizi per un valore di 28 miliardi di euro. Particolare attenzione, ad esempio, è stata dedicata all’agevolazione dell’export di servizi postali, finanziari, e-commerce, delle  telecomunicazioni e di trasporto.

Le imprese europee, inoltre, potranno accedere alle stesse condizioni delle società giapponesi alle gare pubbliche in 48 grandi città (300.000 – 700.000 abitanti).

 

– Per conoscere nel dettaglio i punti dell’accordo tra UE e Giappone puoi visitare la sezione dedicata sul sito della Commissione Europea.

– Per saperne di più sull’export in Giappone, leggi l’intervista al nostro esperto di internazionalizzazione nel Sol Levante.

Fonti articolo: www.europa.eu; ec.europa.eu; www.ilsole24ore.com.

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