Commercio globale in frenata? Ecco cosa emerge dall’ultimo Rapporto Ice-Prometeia

 Rapporto Ice - Prometeia sul commercio globale

Gli scambi commerciali mondiali stanno andando incontro ad un rallentamento controllato: è quanto affermato nel sedicesimo Rapporto ICE – Prometeia, presentato lo scorso dicembre a Milano. Lo studio, che viene realizzato ogni anno per analizzare e monitorare l’andamento del commercio globale, consente di comprendere i possibili scenari che le aziende dovranno affrontare sul fronte dell’export nei prossimi anni. Ecco cosa emerge dal rapporto.

Rallentamento controllato

Il documento parla di rallentamento controllato perché la crescita degli scambi a livello mondiale subirà soltanto una leggera contrazione: secondo le stime nel 2018 gli scambi dovrebbero essere aumentati ad un tasso del 4,5%, 0,3 punti in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2019 la crescita sarà del 4,1% a prezzi costanti mentre nel 2020 si verificherà una nuova accelerazione (+4,7%).

Crescita generalizzata delle importazioni

Nonostante il rallentamento, il Rapporto Ice – Prometeia ha registrato una crescita delle importazioni in tutte le principali aree geografiche analizzate. Si va dal +3,9% dei mercati europei maturi al +5,9% dei paesi emergenti vicini (Europa centro-orientale, Nord Africa e Medio Oriente). Sono molto positivi, inoltre, i dati su Stati Uniti e Cina, tra i principali partner dell’Italia, le cui importazioni dovrebbero essere cresciute rispettivamente del 5,3% e del 6,2%.

I settori che risentiranno del rallentamento

I beni intermedi saranno il settore che dovrebbe risentire maggiormente del rallentamento della domanda internazionale.

La meccanica, strategica per l’export italiano, non crescerà più  del 3,3% nel 2019 e del 3,5% nel 2020 (nel 2017 il settore cresceva del 7%). Chimica, prodotti per l’edilizia e filiera dei metalli faranno registrare una crescita delle importazioni inferiore alla media.

La buona tenuta dei beni di consumo

Per i beni di consumo le previsioni sono più rosee, a partire dai prodotti alimentari, per i quali è prevista un’accelerazione sia nel 2019 sia nel 2020, anno in cui le importazioni cresceranno del 3,8% (contro il 2,6% del 2018).

Moda e arredo invece dovrebbero andare incontro soltanto ad una lieve flessione, con una ripartenza della domanda internazionale dal 2020.

Beni tecnologici ed elettronica tra i più dinamici

Scenari interessanti si aprono per i beni tecnologici. Secondo lo studio l’elettronica e i prodotti a maggior complessità come automotive, nautica e aerospazio subiranno un rallentamento ma resteranno tra i settori più dinamici.

Le prospettive per le esportazioni italiane

Secondo Ice e Prometeria Usa e Cina giocheranno un ruolo fondamentale per il Made in Italy: “La storia recente delle quote di mercato negli Stati Uniti e in Cina, i due mercati che offriranno le maggiori opportunità anche nel prossimo biennio, mostra come sia progressivamente migliorato il posizionamento italiano. Allo stesso tempo il divario con i concorrenti (dal vino francese, alla tecnologia tedesca) mettono in evidenza un potenziale per l’Italia ancora tutto da valorizzare”.

Fonti: Ice; Prometeia; “Il Sole 24 Ore”.

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