Export check-up: sei davvero pronto ad esportare?

 Come svolgere un export check-up

Export check-up, export audit, analisi preliminare, ognuno la chiami come preferisce, purché si prenda coscienza che non tutte le aziende sono pronte per avviare un processo di sviluppo sui mercati esteri in tempi brevi, perciò prima di fantasticare è necessario analizzare con attenzione le caratteristiche dell’impresa per capire se esistono le condizioni necessarie per iniziare a guardare oltre confine. È a questo scopo che è stato introdotto l’export check-up.

Che cosa si intende per export check-up

L’export check-up o export audit è un’attività volta a valutare la capacità di un’azienda di far fronte ad un percorso di internazionalizzazione sostenibile. Nel concreto, è un’analisi di tutte le risorse interne all’azienda (non solo umane ma anche produttive e finanziarie) che potrebbero essere coinvolte nelle attività rivolte all’estero, individuando punti di forza e debolezza e tenendo conto della necessità di garantire un livello minimo complessivo per poter avviare un piano di sviluppo per i mercati esteri.

Di seguito riportiamo i passaggi essenziali di un check-up interno in ottica export.

L’export check-up in 4 passi

La preparazione delle figure chiave nel processo di internazionalizzazione

Un’azienda, prima di ogni altra cosa, è fatta di persone: la preparazione, l’esperienza e l’organizzazione di quelle figure che in modo diretto o indiretto dovranno avere a che fare con i mercati esteri è determinante per il successo delle attività pianificate.

Le principali domande da porsi sono le seguenti:

  • Esistono dipendenti o collaboratori in possesso di competenze linguistiche adeguate? Quante e quali lingue conoscono?
  • I dipendenti che saranno coinvolti nel processo di internazionalizzazione sono in grado di comunicare tra di loro in modo tale da garantire la fluidità, la rapidità e la precisione del processo (si pensi ad esempio a tutti i passaggi che si susseguono dall’ordine alla consegna all’estero)?
  • Quali sono le competenze a disposizione dell’ufficio commerciale?
    – Conoscenze di base relative al commercio internazionale (spedizioni, aspetti doganali e fiscali, condizioni di vendita ecc…);
    – Basi di marketing e capacità analitiche per studiare i mercati esteri;
    – Esperienza nella partecipazione a fiere ed eventi internazionali;
    – Conoscenza dei principali software e strumenti per la comunicazione digitale (email, chat, social network, strumenti di marketing automation, ecc…).

L’export check-up delle risorse finanziarie

L’impresa dispone delle risorse finanziarie necessarie per avviare, gestire e mantenere le attività richieste da un piano di internazionalizzazione? Prima di prendere decisioni è essenziale ipotizzare quali potrebbero essere i costi legati al progetto di espansione all’estero e capire se l’azienda è in grado di farvi fronte.

Inoltre è utile informarsi sulle diverse modalità di finanziamento a cui le pmi possono attingere per sostenere le proprie attività sui mercati internazionali (ad es. finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto, ecc…).

Esistono, infine, figure interne o esterne in grado di gestire adeguatamente le questioni fiscali e contrattuali connesse al commercio estero?

Capacità produttiva, prodotto, tecnologie e trasporti

Prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione, è fondamentale conoscere la capacità produttiva degli stabilimenti dell’azienda e capire se essi saranno in grado di far fronte ai nuovi ordini provenienti dall’estero. Per poter penetrare in determinati mercati, inoltre, potrebbe essere necessario introdurre alcune modifiche ai prodotti stessi: l’impresa è in grado di gestire e realizzare queste personalizzazioni con le proprie risorse tecnologiche?

Quando si esporta bisogna prendere in considerazione l’intero processo, dalla fornitura delle materie prime e dei componenti per la produzione al trasporto del prodotto finito, chiedendosi quali fasi e quali interlocutori potrebbero avere delle difficoltà e rallentare il processo stesso.

La revisione finale

Una volta che saranno stati analizzati tutti gli aspetti sopra citati, bisognerà effettuare una revisione finale consistente nell’assegnazione di un punteggio ad ogni singola attività verificata per ciascuna area, in modo tale da capire quali sono i punti deboli e i punti di forza dell’azienda in ottica export.

Qualora i punti deboli prevalgano in modo netto sui punti di forza, sarà opportuno posticipare il piano di internazionalizzazione e programmare una serie di attività volte a creare le condizioni sufficienti per garantire basi solide al progetto per l’export dell’azienda.

Se invece l’azienda supererà l’esame ottenendo un ottimo punteggio, inizierà la fase più importante del percorso di internazionalizzazione: la definizione di una strategia per conquistare i mercati esteri!

 

La tua impresa sta valutando di espandersi all’estero? Scrivici a segreteria@exportpiu.it per parlarci del vostro progetto e per richiedere un export audit completo!

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