Come va l’export di vino italiano nel 2019

 Esportare vino all'estero

“Solo un paio fra i principali mercati registrano un calo delle forniture per il segmento dei vini in bottiglia – Cina e
Canada – mentre tutti gli altri segnano un primo trimestre in crescita, che ci si augura di poter confermare nel prosieguo dell’anno”. È  sostanzialmente positivo il bilancio sull’export tracciato dall’Unione Italiana Vini sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio del Vino.

Vediamo nel dettaglio com’è andato l’export di vino italiano nel periodo sottoposto a rilevazione: il primo trimestre del 2019.

Stati Uniti e Canada

I primi tre mesi del 2019 sono stati molto positivi per le vendite negli Stati Uniti. I vini fermi in bottiglia hanno fatto registrare un incremento in volume del 5%, staccando la Francia. Gli spumanti invece hanno visto un aumento del 20% in volume e del 10% in valore.

Le bollicine italiane sono in crescita anche in Canada, con aumenti superiori al 10% sia in volume che in valore. Qualche difficoltà invece si registra nel segmento dei vini in bottiglia (-3%), che tuttavia vede contrazioni ancor più significative per i vini americani e quelli australiani.

Europa

Nel vecchio continente l’attenzione cade subito sull’aumento delle esportazioni di vino nel Regno Unito, le quali potrebbero essere state influenzate dalla Brexit. Gli importatori inglesi, infatti, tenendo conto della scadenza del 29 marzo (data inizialmente fissata per l’uscita dall’Unione Europea), potrebbero aver voluto accumulare ingenti scorte.

Le vendite di Prosecco sono aumentate del 53% in volume mentre il segmento dei vini in bottiglia ha visto un incremento del 25%.

Buone notizie arrivano anche dalla Svizzera (+3% bottiglia e + 12% spumanti) e dalla Russia, dove si registra una crescita in volume del 7% sul fronte ”bottiglia” (le bollicine invece calano del 4%).

Per quanto riguarda il mercato tedesco, si assiste ad una crescita delle vendite di vino in bottiglia, sia in volume (+5%) sia in valore (+10%). Gli spumanti italiani, invece, devono fare i conti con un sensibile calo (-11%), a fronte del risultato positivo ottenuto dai rivali francesi (+10%).

Cina e Giappone

In Giappone le importazioni di vino italiano in bottiglia crescono del 5% in volume, un dato molto positivo se paragonato alla drastica contrazione di quello cileno (-40%). Sul fronte spumanti, invece, i nostri vini devono fare i conti con la forte crescita dei prodotti spagnoli (+54%) e sono in calo dell’8%.

Desta preoccupazione, infine, la riduzione complessiva delle importazioni dalla Cina, con un calo del 25% nei volumi e del 22% in valore rispetto al primo trimestre 2018.

Sul piano dei volumi si assiste a contrazioni in tutti i segmenti rilevati: -11% per gli spumanti, -24% per i vini
in bottiglia, -31% per lo sfuso e -19% per i bag-in-box.

Per quanto riguarda le vendite di vino in bottiglia, tutti i principali fornitori registrano un calo delle vendite: Francia -35%, Australia -12%, Italia -19%, Spagna -40% e Cile -3%.

Il vino italiano in Cina fatica anche nel segmento spumanti, con un calo del 16% in volume e del 21% in valore. All’opposto, invece, i concorrenti francesi ottengono incrementi a doppia cifra.

 

Fonte: Unione Italiana Vini

 

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