Il mercato dell’e-commerce in Germania: dati, consigli, opportunità

 Il mercato dell'e-commerce in Germania

L’Italia è ancora in ritardo nello sviluppo del commercio digitale, nonostante il settore stia crescendo rapidamente. Ma se sul mercato interno le imprese non riescono a far registrare grandi numeri (solo il 44% degli utenti internet fa acquisti online), affacciandosi sui mercati esteri la situazione può farsi molto interessante. Il primo pensiero, naturalmente, va alla vicina Germania, primo partner commerciale del nostro paese e uno dei mercati più maturi al livello mondiale in fatto di acquisti online.

Grazie al Rapporto “Esportazioni e e-commerce delle imprese italiane” realizzato dal Politecnico di Milano sulla base di uno studio commissionato da ICE, possiamo conoscere le caratteristiche del mercato dell’e-commerce tedesco e farci un’idea delle opportunità per l’export delle imprese italiane.

1 – Il crossborder e-commerce mondiale

Per crossborder e-commerce o export digitale si intende l’attività di compravendita online in cui il venditore e l’acquirente risiedono in paesi diversi. Secondo il rapporto del Politecnico le stime più recenti indicano che il crossborder e-commerce b2c nel 2015 valeva 189 miliardi di dollari, circa il 7% del totale dell’e-commerce b2c.

I margini di crescita restano dunque ampi.

2- Il mercato dell’e-commerce in Germania

La Germania è il secondo mercato dell’e-commerce b2c in Europa e il quinto al mondo con un valore pari a 75 miliardi di euro.  Nel paese, attualmente, la penetrazione degli acquisti online sul totale del retail è del 14%. Per fare un confronto, in Italia questa percentuale si attesta al 5,7%.

La spesa media online per acquirente in Germania è di 900 euro all’anno (seconda in Europa).

In ambito b2b, sulla base di dati aggiornati al 2014, il mercato dell’e-commerce tedesco era il più grande in Europa e valeva 944 miliardi di dollari.

3 – Piattaforme e-commerce in Germania

Secondo il rapporto del Politecnico, la principale piattaforma e-commerce in Germania è Amazon, leader del mercato per fatturato e numero di utenti. Oltre al colosso americano, tuttavia, sono presenti diversi rivenditori locali generalisti come Otto e Tchibo e settoriali come Zalando, per la moda, e Cyberport, per quanto riguarda l’elettronica di consumo.

Altri settori in cui l’e-commerce è particolarmente sviluppato sono la cosmetica e i prodotti per il corpo, gli articoli sportivi e l’arredamento.

Motivazioni d’acquisto di prodotti esteri

Secondo i dati di Eurostat ed E-Commerce Foundation, la percentuale di utenti tedeschi che ha comprato online da paesi stranieri si attesta al 57%. Regno Unito, Stati Uniti e Cina sono i principali paesi di riferimento.

La principale motivazione risiederebbe nella possibilità di accedere ad una pluralità di prodotti non ancora disponibili in Germania.

Un aspetto particolarmente interessante per le aziende che intendono esportare in Germania è l’incremento della domanda di esperienze di acquisto omnicanale, che si basano sull’integrazione tra canali di vendita online e fisici (ad es. acquisto online e ritiro in negozio).

Penetrare un mercato digitale esigente come quello tedesco

In un mercato digitale maturo come quello tedesco, che dispone di servizi efficienti e strutturati, le aspettative dei clienti sono molto alte.

A questo proposito gli autori dello studio suggeriscono di garantire rapidità della consegna e di dare la possibilità di effettuare resi o cambi nel caso di mancata rispondenza del prodotto alle aspettative (ad es. mettere a disposizione più taglie di un abito, in modo tale da aumentare le probabilità di soddisfare il cliente al primo colpo).

Basti pensare che la Germania è uno dei paesi con i più alti tassi di reso nell’e-commerce, in particolare nella moda.

Naturalmente, per chi opterà per la vendita sul proprio sito e-commerce, il consiglio è di effettuare una localizzazione dei contenuti, affidandosi a traduttori esperti, in modo tale che ogni comunicazione sia adattata al contesto locale.

 

Fonte articolo: Rapporto “Esportazioni e E-commerce delle imprese italiane”

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